A Rometta l’originale evento artistico “Prigionieri per l’Arte”

L’evento artistico dal titolo “Prigionieri per l’Arte”, promosso dal Comune di Rometta in collaborazione con gli artisti di arte contemporanea dell’”Officina Creativa del Carcere” si svolgerà il prossimo 3 agosto 2013 alle ore 18,00 a Rometta presso l’edificio dell’Ex carcere mandamentale di Rometta di Via Vittorio Emanuele II, dove si propone la valorizzazione dell’immobile dando spazio e visibilità ad alcuni artisti impegnati in svariati settori creativi mediante la creazione di un’area espositiva nella quale verranno presentati dipinti, fotografie, illustrazioni, opere grafiche e sculture.

Tutto sarà realizzato con lo scopo di creare una fusione tra le varie forme artistiche che conduca a significative convergenze tra esperienze creative diverse e apparentemente contrastanti.

Erano gli anni �70 quando il Ministero di Grazia e Giustizia fece abbattere l’edificio storico del 1816 risalente all’epoca borbonica, sede del carcere di Rometta, per realizzare una nuova struttura carceraria più funzionale e moderna. Questa in breve la storia dell’edificio composto da tre piani che oggi si erge, incompleto e inutilizzato da oltre trent’anni, a due passi dalla piazza principale di Rometta.

Nel 1997, Pino Visalli occupò l’edificio per quasi 200 giorni per sensibilizzare le istituzioni affinché si attivassero per dare una nuova vita e destinazione alla struttura.
Oggi il Vice Sindaco Alberto Magazù, accogliendo in pieno un’idea di Antonio Giocondo e Stello Quartarone, noti artisti messinesi, ha rotto gli indugi e ha iniziato un nuovo percorso per l’ex carcere, dando vita all’ “Officina Creativa del Carcere”.

Questa iniziativa si inserisce bene nelle attività di risveglio culturale di Rometta, sempre operosa e attenta nel gestire i vari eventi annuali, utili per far conoscere le realtà del territorio.
Il primo evento che ospiterà l’Officina Creativa del Carcere, che è poi l’idea di partenza di Giocondo e Quartarone, sarà “Prigionieri per l’arte”.
I quattordici “artisti prigionieri” che hanno aderito all’invito, Pittaccio, Galipò, La Fauci, Ferrigno, Bonanno Conti, Reitano, De Mariano, Donato, Micciari, Corriera, Bucca, Morganti, Valentini, lasceranno la loro impronta artistica sulle pareti delle quattordici celle, restandovi “rinchiusi” al lavoro per qualche giorno.

Questo il primo intervento artistico di partenza.
I locali, ripuliti e messi in sicurezza grazie all’operosità di giovani dell’associazione di volontariato e protezione civile “Mari e Monti 2004” di Rometta, non saranno certo accoglienti ma l’apertura degli spazi del carcere vuole essere, soprattutto, un forte segnale di rivalsa su quella che è stata la storia di un sopruso edilizio degli anni �70 ed anche una necessità culturale del territorio.

L’arte, espressione di libertà, potrà essere il punto di forza per poter ridare vita ai tre piani dell’edificio. Le celle potrebbero anche essere adibite a camere per ospitare artisti nazionali, gli ampi locali al primo piano adatti per mostre, esposizioni di prodotti locali, laboratori artigianali con corsi di ceramica, scultura, pittura, o potranno divenire semplicemente punto di aggregazione per i giovani del luogo.

Questo evento “Prigionieri per l’Arte”, realizzato con un impegno economico irrisorio ma con la forza di volontà di tante persone che hanno idee e speranza nel domani, potrà essere criticabile per molti aspetti ma è un piccolo passo per contrastare immobilismo sempre presente.
Come sostengono gli “artisti del fare” Antonio Giocondo e Stello Quartarone, l’importante è avere idee e fare di tutto per metterle in atto con i fatti. L’incontro degli artisti con Alberto Magazù è stato sicuramente determinante per sviluppare un progetto importante di rinascita culturale nel territorio di Rometta, che potrebbe essere rilanciato come punto di riferimento per le attività artistiche della provincia.

fonte articolo: Erimata

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