Patti. Gli anziani dello Sciacca Baratta saranno trasferiti presso i locali dell’Ipab Santa Rosa.

crisaaquino

Diciotto posti letto, ampi spazi comuni, cucine, lavanderia, sala mensa, soggiorno, sala conviviale, cappella, ambulatorio e giardini esterni. Mille metri quadrati in tutto. “Dalle stalle alle stelle” verrebbe da dire, invertendo il famoso detto, dopo aver gettato un’occhiata ai locali del Santa Rosa che a breve ospiteranno gli anziani del centro socio assistenziale Sciacca Baratta, costretto a cercare una nuova sistemazione dopo il provvedimento di sfratto esecutivo fatto valere dalle famiglie proprietarie della vecchia struttura di corso Matteotti che non vedevano il becco di un quattrino ormai da anni.

Non si tratta di una fusione tra le due Ipab cittadine – sia beninteso – ma di una inedita convivenza sotto il tetto dello stesso stabile, l’antico conservatorio Santa Rosa di via Vittorio Emanuele, così come concordato e sottoscritto dai Cda dei due enti il 30 aprile scorso dopo un tira e molla durato quasi sei mesi.

Al trasferimento degli anziani nella nuova struttura manca ormai poco: gli ascensori sono funzionanti, le passerelle in ottime condizioni e tutte le possibili barriere architettoniche sono state eliminate. «Siamo ormai ai dettagli», ha spiegato il dott. Gaetano Crisà, presidente del Cda Sciacca Baratta: «Attualmente si sta procedendo con dei piccoli interventi necessari al riadattamento dei locali che dovranno essere adibiti a cucina, lavanderia e ambulatorio, per cui contiamo di poter operare il trasferimento già entro la fine del mese».

Nel frattempo il personale della casa di riposo si sta dando un gran da fare per rendere accogliente la nuova struttura, a cominciare dalla pulizia. E nonostante uno stipendio che non arriva da ben 51 mesi tutti, nessuno escluso, si sono rimboccati le maniche per offrire il loro contributo con sacrificio e abnegazione. Una grossa mano d’aiuto è giunta anche dal Collegio provinciale dei geometri che sta espletando a titolo gratuito tutte le necessarie procedure tecniche.

«Ma le mani tese – ha osservato Crisà – non sono mai abbastanza. Per questo mi sento di rivolgere un appello ai tanti imprenditori pattesi affinché vogliano, anche loro, aiutarci a far risollevare lo Sciacca Baratta. Piuttosto che investire in pubblicità sponsorizzando la sagra del gelato o dei maccheroni, potrebbero sponsorizzare la rinascita dell’unica casa di riposo pubblica della città».

Chissà se qualcuno si farà avanti, intanto per lo Sciacca Baratta comincia finalmente a intravedersi una luce in fondo al tunnel.

Fonte: tempostretto.it

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