Sid, arriva il “grande fratello” dei conti correnti: sarà “a prova di privacy”

Segreto bancario, addio. Da lunedì 24 giugno l’Agenzia delle Entrate ha la possibilità di effettuare controlli sui conti correnti degli italiani. E’ attivo infatti il Sid (Sistema Interscambio Dati), gestito da Sogei, che permetterà al Fisco di accedere direttamente ai conti correnti bancari e verificare i movimenti dei contribuenti, al fine di rilevare eventuali anomalie attraverso il meccanismo dell’incrocio di banche dati.

Con provvedimento del 25 marzo scorso, l’Agenzia aveva già definito i tempi e le modalità per l’invio della “comunicazione integrativa” all’Archivio dei rapporti finanziari, adempimento introdotto dal “decreto salva Italia” (articolo 11, commi 2 e 3, del Dl n. 201/2011). Mancava però il via libera dell’Authority per la Privacy. Molte sono state infatti le polemiche su questo strumento, soprattutto a causa dei rischi sulla privacy derivati dalla circolazione dei dati sensibili e delle informazioni dettagliate riguardanti i risparmi degli italiani.

Dopo vari aggiustamenti però, esordisce finalmente sul sito dell’Agenzia delle Entrate il tanto temuto“grande fratello” dei conti correnti, che spierà i nostri conti allo scopo di recuperare gettito dalla lotta all’evasione fiscale. Il direttore Attilio Befera, in un’intervista a Porta a Porta, ha però precisato che si tratterà di un provvedimento straordinario e temporaneo.

Come funziona il Sid e cosa cambia

Le banche, gli uffici postali, le società di gestione e intermediazione del risparmio dovranno trasmettere all’Agenzia delle Entrate, mediante la nuova infrastruttura informatica, tutti i dati dei conti correnti, depositi di titoli azionari, gestioni patrimoniali, fondi pensione, carte di credito e cassette di sicurezza. Per far questo, ad ogni singolo operatore finanziario è richiesta l’attivazione della procedura di registrazione al Sid, secondo le modalità descritte sul sito internet dell’Agenzia.

Nel dettaglio, gli operatori dovranno inviare oltre ai dati identificativi del rapporto, i relativi saldi (quello iniziale all’1 gennaio e quello finale al 31 dicembre) e i dati degli importi totali delle movimentazioni, distinte tra dare e avere. È previsto che i dati e le informazioni relativi all’anno 2011 vengano inviati entro il 31 ottobre 2013, mentre invece quelli relativi all’anno 2012 dovranno essere inviati entro il 31 marzo 2014.

A regime, l’invio dovrà avvenire entro il 20 aprile dell’anno successivo a quello cui si riferiscono le informazioni.

Tutte le nostre spese arriveranno al “cervellone” dell’Agenzia delle Entrate, Serpico, l’enorme banca dati che già raccoglie altre informazioni dei contribuenti, dalla dichiarazioni dei redditi agli immobili in possesso, ai titoli. A questo punto, gli 007 del Fisco potranno incrociare i dati bancari con quelli delle dichiarazioni e verificare gli eventuali scostamenti macroscopici, che gli permetteranno di compilare le liste di contribuenti sospetti sui quali concentrare i controlli. Questi ultimi dovranno poi, in fase di contraddittorio, e con carte alla mano, giustificare l’apparente incongruenza.

A detta delle Entrate, il tutto sarà a “prova di privacy“. Come ha spiegato Befera, il Garante “aveva imposto un sistema di interscambio autonomo rispetto a quelli attuali. Un sistema che fosse completamente separato da tutti gli altri modelli di interscambio, che fosse cioè un’infrastruttura del tipo “application to application” senza intervento di personale umano“. In un primo momento infatti, esattamente un anno fa, lo strumento era “potenzialmente devastante, si entrava pesantemente nella vita dei cittadini“, ha detto il Garante per la privacy, Antonello Soro. Oggi invece “ogni dato viaggerà su canali blindati, il percorso che va dalla banca al grande server e’ totalmente automatizzato” ha puntualizzato Soro, cercando di rassicurare i cittadini sul fatto che il Sid non violerà il diritto alla riservatezza.

Con il Sid, precisa ancora il Garante, “non sfuggirà più nulla, ora i conti correnti non avranno più segreti“. E’ poi l’unico strumento che può davvero funzionare per la lotta all’evasione, in quanto”vale infinitamente di più di tutte le incursioni a Cortina e infinitamente di più di ogni ipotesi di redditometro“. Nulla però hanno da temere i cittadini che sono leali col fisco, in quanto i loro dati, stando a quanto spiega il Garante, “non verranno letti da nessuno. Nessuna banca dati dello Stato ha un grado di tutela della privacy come questa“.

Michela Magrini

fonte articolo : corriere informazione

Annunci

, , ,

  1. Lascia un commento

.

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...