Una vita sempre al telefono.

Una manciata di anni fa le cabine telefoniche erano il cuore pulsante della città. In fila e col gettone in mano . Impaziente ad aspettare il turno per fare la tua telefonata quotidiana. Minuti sotto la pioggia o sotto il sole cocente. Una comunicazione intensa fino all’ultimo … gettone. E poi a casa abbracciando il ricordo di quei momenti.

Il telefono “a disco”. Comporre il numero un rito. Vedo ancora la mia mamma “smanettare con il dito”.Urlare forte sulla cornetta. E mio padre ad ascoltare, timido nel suo rapporto con il telefono quanto generoso nei suoi abbracci e nella sua stretta di mano.

La telefonata, comunicare con chi non ti era fisicamente vicino era un’attesa rituale, affascinante, malinconica, intensa. A volte si era banali, si ripetevano sempre le stesse cose, ma sempre era diverso, la stessa emozione.
Era come l’acquisto di un disco. Le ore o i minuti per giungere a casa diventavano interminabili. poi l’emozione dell’ascolto. A casa a tutto volume. Con la mia mamma sempre paziente e mai arrabbiata. Un mondo dove comunicare, gustare, ascoltare aveva dei tempi “rallentati”, scanditi.

Per non parlare poi della televisione. Un lusso. le partite in radio. I nostri idoli, Gigi Riva, Domenghini, Albertosi, li vedevamo a colori solo con le figurine Panini. Impresso nella memoria il rigore segnato alla Juventus da Gigi Riva (Cagliari) nell’anno dello scudetto (1969-70).“Prende la rincorsa, si ferma … tiro …RETE.” E noi tutti a gioire.

Il tempo sembrava non passasse mai e invece era lì, con noi, il nostro presente che segnava il nostro futuro che oramai è già passato. Tutto era scandito dalla lentezza e dalle difficoltà nel raggiungere le cose. La telefonata, l’ascolto di un disco, seguire una partita.

Tutto questo oggi non esiste più. Si è legati al telefono, più che alle persone. capita di dimenticare i bambini in macchina sotto il sole, ma mai senza “il fido” telefonino. il tempo di una canzone è poco più di una settimana, l’emozione del gol ha lasciato posto alle scommesse.

Telefonate di pochi minuti in un’intera giornata erano più intensi delle decine fatte in poche ore. Emozioni meravigliose e vere. Le telefonate, la musica e i gol più belli della mia vita.

Una vita al telefono e non parlarsi più, ecco cosa siamo diventati, noi protagonisti di questo MODERNO-MEDIOEVO.

Luigi Palamara

fonte Mnews

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