Maxi-retata alla Regione: diciassette arresti In manette ex assessori e burocrati, coinvolti politici

DI RICCARDO LO VERSO Truffa. Scattano gli arresti. E’ bufera alla Regione. In manette ex assessori e burocrati. Che cos’era il “sistema Giacchetto”. (Da sinistra: Rino Lo Nigro, Luigi Gentile, Gianmaria Sparma e Francesco Riggio).

PALERMO – Diciassette arresti per associazione a delinquere, corruzione, truffa e false fatturazioni. In manette pure due ex assessori e alcuni burocrati regionali. Quarantatré indagati, tra cui una sfilza di politici, chiamati a rispondere chi di corruzione, chi di finanziamento illecito ai partiti, chi di entrambi i reati. Società e milioni di euro sequestrati.

Le indagini del Nucleo di polizia tributaria della Guardia di finanza smascherano un sistema di tangenti che ruoterebbe attorno al projet manager Faustino Giacchetto e ad una raffica di società a lui riconducibili. Laureato in Economia, nato a Canicattì nell’Agrigentino, negli anni è diventato uno dei massimi esperti nell’intercettare i fondi europei riservati ai piani per la comunicazione. E ha fatto affari d’oro.

Le due indagini della Procura, coordinate dall’aggiunto Leonardo Agueci e dai sostituti Maurizio Agnello, Sergio Demontis, Gaetano Paci, Aessandro Picchi e Pierangelo Padova, si sono concentrate sul Ciapi, uno dei più grossi enti di formazione, e sui Grandi Eventi organizzati dalla Regione siciliana. “Giacchetto ha creato un vero e proprio sistema criminale, attraverso continui favoritismi ed elargizioni erogate a funzionari pubblici, politici, soggetti a vario titolo operanti nel settore della comunicazione e della pubblicità”, si legge nell’ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip Luigi Petrucci. E così da semplice collaboratore del Ciapi, ne sarebbe diventato il deus ex machina. Riuscendo ad allungare le mani sull’attività dell’assessorato regionale al Lavoro e alla Formazione professionale, e dell’Agenzia regionale per l’impiego.

Del “sistema Gioacchetto” avrebbero fatto parte il presidente del Ciapi, l’avvocato Francesco Riggio, e Gaspare Lo Nigro, direttore, oggi in pensione, dell’Agenzia per l’impiego. Sono entrambi finiti in manette. E poi ci sarebbero i politici con cui “si programmavano e si studiavano le strategie di sistema”. In cella sono finiti con l’accusa di corruzione gli ex assessori regionali Gianmaria Sparma e Luigi Gentile. In cambio della compiacenza nei confronti di Giacchetto avrebbero ottenuto concessioni in uso gratuito di appartamenti, viaggi, sponsorizzazioni e corposi contributi per per le campagne elettorali. E persino biglietti gratis allo stadio per assistere alle partire del Palermo. Rinaldo Sagramola, ex amministratore delegato della società rosanero, è indagato per truffa. La sua vicenda è legata all’emissione di due fatture al Ciapi per degli spazi pubblciitari mai resi.

Dell’elenco degli indagati per corruzione fanno parte anche i nomi di Francesco Scoma, Santi Formica e Carmelo Incardona. E poi c’è il capitolo delle spese elettorali – manifesti e pubblicità – pagati da Giacchetto a politici di destra e di sinistra. Da Francesco Cascio a Nicola Leanza, da Gaspare Vitrano a Salvino Caputo, a Nino Dina. L’inchiesta porta a galla un’abitudine consilidata fra i politici siciliani, quella di entrare gratis allo stadio per le partire casalinghe del Palermo; mentre l’ex amministratore delegato della società di viale del Fante, Rinaldo Sagramola, è chiamato in causa per alcune fatture false.

Il terremoto investe anche l’assessorato regionale al Turismo. Il sistema Giacchetto si sarebbe esteso anche agli Eventi culturali e sportivi organizzati in terra di Sicilia. Bandi su misura e gare pilotate con la compiacenza dei funzionari regionali avrebbero consentito all’imprenditore di gestire a suo piacimento il Taormina Fashion Award, il torneo internazionale di golf organizzato a Castiglione di Sicilia, i mondiali di scherma di Catania, e la Settimana di ciclismo. In manette sono così finiti, l’imprenditore Luciano Muratore e il dirigente del servizio Turistico di Taormina, Antonino Belcuore. I domiciliari sono stati concessi ad Elio Carreca, dirigente del Servizio 6 – Manifestazioni ed Eventi dello stesso assessorato. Faustino Giacchetto controllava non solo i piani di comunicazione, finendo per detenere il monopolio della pubblicità, ma la gestione delle gare, dalla fase iniziali dei bandi a quella finale dell’esecuzione dei lavori.

fonte articolo: Live sicilia

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