Barcellona P.G.: Nel pomeriggio i funerali del capitano Giuseppe La Rosa, domani funzione privata e lutto cittadino

Dopo essere partita stamane dalla base di Farah (nelle due foto il momento della partenza) la salma del capitano dei bersaglieri GIUSEPPE LA ROSA, ucciso in un agguato terroristico in Afghanistan sabato mattina, è arrivata stamane all’aeroporto di Roma Ciampino accolta dai familiari e dalle più alte cariche dello Stato con in testa il premier ENRICO LETTA. Nel tardo pomeriggio funerali di Stato nella Basilica di SANTA MARIA degli ANGELI, quindi il viaggio verso Barcellona Pozzo di Gotto dove domani si svolgerà una cerimonia privata e con il lutto cittadino proclamato dal sindaco MARIA TERESA COLLICA…

 

E’ arrivata in Italia la salma di Giuseppe La Rosa, 31 anni, il capitano dei bersaglieri ucciso sabato in un attentato in Afghanistan. A ricevere all’aeroporto militare di Ciampino la salma del capitano La Rosa c’erano tutti i familiari più stretti. Assistiti da psicologi dell’Esercito, sono rimasti  in attesa in una sala del cerimoniale del 31mo Stormo, la mamma Concetta e il papà Biagio, la sorella del bersagliere, Anna, con i fratelli Antonio, tenente dell’Aeronauta Militare, Claudio e due zii. Presenti anche il presidente del Consiglio Enrico Letta, con lui il ministro della Difesa Mario Mauro e i sottosegretari Roberta Pinotti e Gioacchino Alfano e i vertici militari con il Capo di Stato Maggiore della Difesa, Ammiraglio Luigi Binelli Mantelli e dell’Esercito, Generale di Corpo d’Armata Claudio Graziano ed il nuovo Capo della polizia Alessandro Pansa. Dall’aeroporto di Ciampino la salma è stata trasferita all’Istituto di medicina legale e, quindi, all’ospedale militare del Celio per la camera ardente che resterà aperta dalle 16 alle 17. I funerali solenni si svolgeranno alle 18 nella basilica Santa Maria degli Angeli. Quindi la salma proseguirà per Barcellona Pozzo di Gotto dove domani è fissata la cerimonia funebre privata con il sindaco Maria Teresa Collica che ha proclamato il lutto cittadino. L’agguato, avvenuto mentre il convoglio di mezzi italiani stava rientrando alla base nella città di Farah, è stato rivendicato nel giro di poche ore dai talebani, che hanno attribuito a un ragazzino di soli 11 anni il lancio all’interno del lince della bomba che ha ucciso La Rosa e ferito altri tre militari. Ma il ministro degli Esteri Emma Bonino ha smentito categoricamente questa ricostruzione dei fatti, definendola esclusivamente frutto della “propaganda talebana”. “Dai contatti del ministro della Difesa Mauro emerge che l’attentato sia stato realizzato da un adulto”, ha aggiunto la titolare della Farnesina. Frena anche il ministro della Difesa, Mario Mauro – “quando accerteremo la verità sulla dinamica potremo essere più precisi”, afferma – che ribadisce come La Rosa, quando l’ordigno è entrato nell’abitacolo, abbia coperto i commilitoni, salvandoli. E aggiunge: “Le scelte hanno un prezzo, perché la pace e la libertà non sono gratis”. Ma a far discutere, ancora una volta, è soprattutto la questione della presenza italiana in Afghanistan. A lanciare il sasso è Roberto Maroni. “Come Lega – ha dichiarato il leader del Carroccio – abbiamo sostenuto questa missione, ma a distanza di dieci anni con i costi esorbitanti che ci sono e la crisi che viviamo sarebbe utile ripensarci”. In realtà, una riflessione su “come rimodulare la presenza dei militari italiani in Afghanistan” è in atto, sottolinea Bonino. Una riflessione che investe anche il nostro rapporto con gli alleati. Il ritiro dei militati italiani, ha ricordato infatti Mauro, “si completerà con il termine della missione Isaf, che prevede il nostro rientro alla fine del 2014. A questa fase ne seguirà un’altra cosiddetta ‘non combat’”, che impegnerà un numero di uomini che “è ancora molto presto” definire con certezza, “ma stiamo parlando sicuramente di decine di uomini a fronte degli attuali 3.200″, ha spiegato il ministro. Fabrizio Cicchitto (Pdl), presidente della commissione Affari esteri della Camera, chiede di evitare decisioni affrettate e rimanda al Parlamento per “una analisi seria e complessiva della situazione senza concessioni a strumentalizzazioni propagandistiche”, mentre il vicepresidente del Senato, Maurizio Gasparri (Pdl), sottolineando il pieno sostengo ai militari italiani, invita a “una valutazione sul ruolo italiano nel mondo e sui conseguenti costi morali, fisici ed economici. Che certezze abbiamo sull’utilità di un impegno che potrebbe essere vanificato dal ritorno dei talebani?”, si chiede il senatore, secondo il quale “non possiamo da un lato spendere cifre enormi all’estero e intanto lesinare le risorse per la sicurezza in Italia”.

           Ansa

fonte gl press

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