VIAGGIO NEL MONDO DELLA SEDUZIONE: ELISA PATTI E L’ARTE DELLA BELLEZZA

Sono tante, sono belle, e vorrebbero diventare anche famose. Sono le ragazze italiane che bussano alla porta della moda. Oggi vi parliamo di Elisa Patti. Una di quelle storie intriganti, non solo perché lei intriga, eccome. Ma dietro il bel volto c’è la stoffa. Elisa nella quotidianità studia per diventare psicologa: “in particolare vorrei diventare psicologa per bambini perchè l’affetto che ti possono trasmettere è unico e aiutare chi, ancora cosi piccolo, sta male mi dà la sensazione di salvare in un certo senso la loro vita: offrire la possibilità di una vita migliore e più serena. Credo che l’obiettivo da raggiungere nella vita sia la felicità. Studio a tempo pieno ma di tanto in tanto lavoro come hostess e modella nella mia città. Credo che tutte le ragazzine guardino in modo sognante le finaliste di Miss Italia o le ragazze sui cataloghi di moda pensando chissà che emozioni avranno provato e che soddisfazione avercela fatta; io almeno l’ho sempre fatto ma mai avrei immaginato di poter un giorno, anche io, provarci davvero e invece, spinta da tutti che mi dicevano sin da piccola cosi alta e magra potresti fare la modella, ho deciso di presentarmi a Miss Italia e iniziare a propormi come modella nella mia città. Nel 2011 sono stata semifinalista al concorso di Miss Italia ed è stata una bellissima esperienza anche se (per quanto sia difficile da creder) stancante. Amo sfilare e amo vedermi ritratta nelle foto di bravi fotografi, per me sono emozioni e soddisfazioni molto grandi ogni volta”. Dall’altezza di un successo del genere, forse avrebbe potuto goderselo e basta. Ma siccome non ha dimenticato che niente è per sempre, specie la gioventù, guarda la vita con curiosità ma senza false illusioni che poi ti fanno perdere di vista la strada maestra. Meglio restare se stessi. Ricordando, magari, le piccole grandi umiliazioni degli inizi, compresi certi complimenti un po’ troppo insistiti… Non è tutto oro quello che luccica. Però, per fortuna, esistono tante ragazze pulite, modelle come la nostra Elisa. Con piglio e determinazione, con dignità e un bel faccino si sono comprate la speranza di credere di potercela fare. Ovunque e comunque in quel mondo dove tutto sembra un sogno. Un sogno stile Hollywood!

Elisa cosa riflette il tuo specchio?
Il mio specchio riflette una ragazza sicura di sè, consapevole di quello che ha la capacità di fare e di quello che non può, con dei valori molto forti, fiduciosa verso il prossimo e verso il futuro ma con un sempre presente senso critico. Ho un cervello e lo uso pienamente, ascoltando sempre quello che gli altri mi dicono ma facendo mio solo quello che, secondo il mio giudizio, merita di essere tenuto. Il mio specchio riflette una persona gentile ma che non si fa calpestare, una persona che cerca di essere sempre solare e positiva, che cerca di aiutare e consigliare le persone a lei vicino. Una persona che manifesta i propri sentimenti, poco in modo fisico, ma molto con piccoli gesti e attenzioni. Una ragazza dolce e romantica.

Il corpo fa sempre la modella?
Assolutamente no! Di certo il corpo è una caratteristica molto importante per una modella ma non è tutto! E’ importante anche essere spigliata e soprattutto trasmettere! Se si guardano con attenzione le foto di moda, si noterà che in ogni foto la modella con il suo sguardo e con la sua posa trasmette un messaggio che può essere una sensazione o un sentimento. La fotografia è una forma d’arte e in quanto tale deve saper trasmettere qualcosa a chi l’ammira, per poter essere giudicata una buona foto. Anche per quanto riguarda le sfilate credo valga lo stesso: le modelle attraverso l’espressione e il modo di camminare dovrebbero rispecchiare lo stile degli abiti che indossano in modo da valorizzarli ancora di più.

Spiegaci cosa succede dopo che sali in passerella per una sfilata?
Beh per me è sempre una grandissima emozione, soddisfazione e responsabilità, in un certo senso. Emozione perchè si è più in alto di tutti e si ha l’attenzione di tutti i presenti concentrata su di sè. Soddisfazione perchè se salgo in passerella significa che sono stata scelta io, tra tutte le ragazze possibili. Responsabilità perchè chi mi ha scelto ha puntato su di me quindi è importante cercare di non far pentire nessuno di avermi scelta: il risultato della sfilata dipende anche da me, quindi la responsabilità è anche verso tutte le persone che hanno lavorato per la realizzazione dell’evento.

La fatica più grande?
Per mia fortuna, ancora, nella mia vita non ho dovuto fare nulla di così faticoso. Le uniche cose che a volte possono essere per me faticose sono l’alzarsi presto la mattina o il dover stare chiusa in casa a studiare nelle belle giornate di sole.
Com’è cambiata la tua vita in questi ultimi dodici mesi?
In questi dodici mesi la mia vita non è cambiata molto: ho continuato a studiare, a lavorare come l’anno scorso.

Foto glamour, scene sexy: qualche dritta per mostrarsi al meglio…
Su scene sexy non sono molto preparata.
Per quanto riguarda le foto… beh anche se non sembra, posare è molto difficile: non basta un bel fisico e un bel viso per ottenere una foto con la F maiuscola. Ovvio, molto è dato dalla bravura del fotografo, ma anche dall’espressività della modella e dalla sua capacità di trasmettere qualcosa. Credo sia quello che dia il senso ad una foto. Se una foto deve essere sensuale bisogna sentirsi sensuali, se deve essere divertente bisogna cercare di divertirsi.

Che cosa ti è piaciuto di questa esperienza?
L’opportunità più grande che questa esperienza ti da è quella di conoscere molte persone: alcune delle mie migliori amiche, infatti, le ho conosciute grazie alla moda.
E’ un’esperienza che gratifica, dà soddisfazione e rende più sicure di sè.

Se fare sport è come vivere all’ennesima potenza, fare la ragazza immagine cosa può regalarti?
Può dare più sicurezza e stima di sè.

Che bisogna fare per giocarsela con te?
Eh…non è affatto semplice! Per stare con me bisogna essere buoni, avere un gran cuore, essere semplici, generosi, rispettosi e profondi. Queste sono le caratteristiche essenziali per me, poi, ovvio, ce ne sarebbero anche molte altre che non guasterebbero!

Quanto ti senti una wonder woman?
Mi fa sorridere questa domanda: il mio fidanzato vuol fare il disegnatore ed è patito di Superman e proprio quest’anno siamo andati al “Lucca Comics” vestiti da Superman e Wonder Woman. A parte questo, mi ci ritrovo molto in questo personaggio: forte, sicura di sè, mora (con capelli lunghi e mossi),abiti comodi ma allo stesso tempo anche molto femminile. Io non sono attiva come lei nel salvare gli altri, forse, ma nel mio piccolo ci provo. Credo che abbiamo molte cose in comune.

Sei d’accordo con chi sostiene che questo è una Nazione fatta a misura per i i figli dei ricchi?
In parte. Purtroppo oggi trovare lavoro e riuscire a guadagnare non è affatto semplice! Proprio ultimamente mi è capitato di guardare molti servizi in televisione in cui si parlava di questo: inviati che cercavano di farsi assumere in svariate attività senza trovare una risposta positiva, persone “costrette” a vendere i propri organi per permettere una vita dignitosa ai propri figli, gente che si toglie la vita per evitare di prolungare la propria sofferenza nel riuscire ad arrivare a fine mese. Per questo credo che chi abbia una copertura economica alle spalle possa avere più possibilità di crearsi una vita dignitosa. Allo stesso tempo però credo che la costanza, la fiducia, la disponibilità, la flessibilità, l’umiltà e l’impegno totale possano dare l’opportunità di riuscire ad ottenere un buon lavoro. Credo che oggi ci siano pochi posti di lavoro disponibili, quindi è necessario dimostrarsi i “migliori” per far sì che almeno uno di quei pochi posti, venga assegnato a noi. Credo sia possibile trovare un lavoro se ci si impegna al massimo, mostrando buona volontà. Avere una famiglia ricca di certo aiuta ma credo che sia (forse anche più) utile darsi da fare sempre.

Chi ha cambiato i tuoi sogni (in positivo o in negativo)
Non credo ci sia stato qualcuno che abbia cambiato i miei sogni; ci sono state persone che mi hanno dato più fiducia in me stessa credendo in me e altre che mi hanno fatto dubitare non considerandomi.

Il massimo della felicità per Elisa?
Io per mia fortuna sono spesso felice: sono felice di una giornata di sole, di una giornata con la mia famiglia, di una giornata con il mio fidanzato, di un pomeriggio a chiacchierare con le mie amiche, di fare shopping, di una giornata di shooting (soprattutto se ho un bel rapporto con il fotografo), di una sfilata, di un traguardo raggiunto, di un sogno realizzato, di fare un regalo, di ricevere un regalo, di un abbraccio sentito, di uno sguardo caloroso, di un gesto d’affetto… beh ci sono moltissime cose che mi rendono felice e non necessariamente ho bisogno di averle tutte per essere felice: ne basta anche solo una di queste a rendere una giornata qualunque in una bellissima giornata!

C’è (sempre o per forza) un divano per fare carriera?
Mi auguro vivamente di no, anche se temo che in certi casi e in certi ambiti sia così. Io spero che sia ancora possibile fare carriera grazie al proprio impegno e alle proprie capacità. Io non sono arrivata in vetta quindi non posso dire come sia con certezza, ma nel mio piccolo sono riuscita a lavorare e a ricevere alcune soddisfazioni pur non essendo scesa a compromessi e soprattutto senza essere passata per un divano.

Come la mettiamo con quelle che si spogliano per lavorare…?
Ognuno è libero di fare le proprie scelte. Credo dipenda da i valori che si hanno. Se una ragazza ha come suo obiettivo primo quello di diventare una modella affermata e di voler guadagnare molto, credo che, in un certo senso, sia indispensabile. Io, ad esempio, lavoro come modella per piacere e per poter guadagnare qualcosa mentre studio; se mi dovessi spogliare non sarebbe più un piacere, per me, per questo il mi propongo come modella solo per i generi “beauty” (viso) e “fashion” (vestiti). In questo modo, però, ho perso moltissime possibilità di guadagno perchè il genere “nudo” è molto richiesto. Purtroppo nel mondo della moda c’è moltissima concorrenza quindi chi è disposta a fare di tutto sarà sicuramente avvantaggiata.

Quanto vale la dignità per te?
Per me tantissimo! E’ il mio primo valore! Credo che la dignità sia una ricchezza e nessuno di noi dovrebbe barattarla per nessun motivo! Mi rendo conto che possano esserci situazioni difficili ma secondo me ognuno di noi dovrebbe lottare per mantenere integra la propria dignità.

Una cosa che ti fa molto indignare è…?
L’incoerenza! Forse dico cosi perchè io sono una persona molto forte e sicura di me e ogni mio comportamento è motivato: non dico che calcolo ogni mia minima azione anzi! Faccio ciò che mi sento di fare ma il mio comportamento non sarà mai contro i miei principi. Io credo fortemente nella sincerità e, se dico una cosa, poi non posso fare l’esatto opposto! Che senso avrebbe? Significherebbe dire parole a caso! Così ogni mia parola perderebbe di senso e credibilità, oltre a mostrare di non avere principi solidi. Un’altra cosa ancora peggiore è la mancanza di rispetto! Bisogna rispettare ognuno in quanto persona!

Sei favorevole alla pena di morte per chi stupra o uccide?
Questo è un tema davvero molto delicato e non ho ancora un’opinione ben definita. Di una cosa però sono certa: dovrebbero esserci delle pene vere e sicure! Quando andavo alle scuole superiori avevo letto alcune righe de “Dei delitti e delle pene” di Cesare Beccaria: quel testo mi colpì davvero molto, tanto da ricordarlo ancora ora. La parte che mi rimase più impressa è quella sulla certezza della pena: se una persona sapesse che nel momento in cui uccide avrà sicuramente una pena e sarà proporzionale al suo crimine credo che molte persone ci penserebbero bene prima di compiere certi atti. Un grande problema della nostra nazione è che le pene sono variabili: magari nessuno ti troverà mai, magari farai qualche mese di prigione e poi sarà tutto come non fosse successo nulla. Le persone uccidono e stuprano perchè tanto sanno che non riceveranno una punizione cosi severa. Per quanto queste siano le azioni peggiori che si possano compiere, non so se sia giusto rispondere con “occhio per occhio” ma di certo chi compie questi gesti, per quanto possa essere pentito, non merita di essere reinserito nella società! Non deve avere la possibilità di poter rifare lo stesso errore!

La legge di Dio è superiore a qualunque legge umana?
Secondo me si! Indipendentemente dall’essere credente o meno credo che la legge di Dio proponga dei principi di buon comportamento, di rispetto verso l’altro e di cura del prossimo. Quindi tutti dovrebbero seguirli: per i credenti sarà una legge dettata da Dio, per i non credenti saranno suggerimenti per una vita buona. Vorrei però precisare che non bisogna confondere i principi proposti dalla Chiesa con quelli proposti da Dio: quelli proposti dalla Chiesa sono stati “riarrangiati” dalle persone perdendo, qualche volta, a mio parere, quali fossero gli ideali da cui era partito Gesù.

Lezione di Storia: il Sessantotto è una variante di qualche giochino o rappresenta un momento particolare?
Credo che sia stata una rivoluzione fondamentale e non certo un gioco! Con il Sessantotto le persone hanno iniziato a rendersi conto che sia possibile ribellarsi al potere, se si è uniti. E soprattutto credo che abbia dato l’avvio al pensiero critico: i sessantottini ci hanno motivato a non prendere tutto quello che ci viene detto come verità assoluta ma di utilizzare i nostri valori, principi, modi di vedere il mondo e di ragionare per decidere cosa sia giusto o meno. Credo che ogni rivoluzione sia servita a qualcosa: se c’è rivoluzione significa che c’è la necessità di un cambiamento. Il sessantotto ci ha dato, in qualche modo, la possibilità di essere liberi e di ambire ad una società migliore.

Matematica: i numeri imperfetti per Elisa?
Andare al ristorante: purtroppo ci sono poche cose che amo mangiare e non ho il coraggio di assaggiare quasi nulla che sia al di fuori di queste. Mi rendo conto che a volte questo può essere un problema perchè può capitare che non possa andare a cena con gli amici ma sia “costretta” a raggiungerli dopo per evitare di saltare il pasto.

Lezione di Economia: ti senti un bene di consumo?
Assolutamente no! Non credo di essere una donna oggetto! Credo di dimostrare sempre che tengo a valorizzare sia il corpo ma anche e sopratutto la mia mente. Non sono, infatti, disposta a tutto per apparire. Io ho dei valori e dei principi quindi non sono disposta ad essere considerata come un bene di consumo!

Quanto ancora sei disposta a crescere?
Ancora molto, io sono pronta a crescere sempre lungo il corso della mia vita. Avrò sempre qualcosa di nuovo da imparare e sono disposta ad ascoltare l’ambiente e le persone che mi circondano per crescere, almeno un po’, ogni giorno.

L’ultimo pensiero prima di dormire?
Prima di andare a dormire penso sempre a quanto sono fortunata: fortunata di avere una casa, di avere una famiglia e di avere una famiglia che mi vuole bene, di avere la possibilità di studiare, di avere la possibilità di compiere da sola le mie scelte, di essere in salute e che anche i miei cari lo siano, di avere un fidanzato che mi ama, mi sostiene e mi rispetta, di avere rapporti veri e profondi, di avere tutti i giorni da mangiare: so di essere fortunata ma molte cose le do per scontate, quindi la sera cerco di ripensare a tutte le cose belle che ho avuto nella giornata e che non tutti hanno la possibilità di avere.

fonte articolo ImgPress

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