IL TOUR “ALLA RICERCA DEL TRENO PERDUTO” Treni vecchi e malandati Cisl: “Allinearsi con l’Europa”

“Ritardi, soppressione di corse, treni vecchi e malandati, stazioni quasi del tutto abbandonate” sono, informa la Fit, “i principali disagi fino a ora riscontrati” dal camper partito da Palermo lo scorso 29 aprile.

MESSINA – Ha fatto tappa a Messina il tour “Alla ricerca del treno perduto”, la campagna Fit Cisl contro i disservizi del trasporto ferroviario. Nel capoluogo peloritano il camper è arrivato con a bordo i segretari regionali Fit Cisl Sicilia Amedeo Benigno e Fit Cisl Ferrovie, Mimmo Perrone. È stato accolto, nella stazione di Messina, dal numero uno della Cisl Sicilia Maurizio Bernava, dal segretario della Cisl Messina Tonino Genovese e dal segretario provinciale Fit Cisl, Enzo Testa. La campagna della Fit punta a denunciare, informa il sindacato, “le gravi conseguenze dei tagli imposti al settore, proponendo soluzioni per un servizio che sia adeguato alle esigenze degli utenti”.

Nel Messinese il tour ha preso le mosse in mattinata da Villafranca. Dopo Messina, previste tappe a Milazzo, Barcellona, Patti, Capo D’Orlando e Sant’Agata di Militello. Mercoledì 15 sarà la volta di Catania. Il camper sosterà nella stazione etnea dalle 9,30 alle 13, poi proseguirà per Acireale, Giarre, Taormina e Letojanni.

“Ritardi, soppressione di corse, treni vecchi e malandati, stazioni quasi del tutto abbandonate” sono, informa la Fit, “i principali disagi fino a ora riscontrati” dal camper partito da Palermo lo scorso 29 aprile. “Quello ferroviario, soprattutto a Messina, rappresenta un settore vitale per la mobilità cittadina, ma non solo”, afferma il sindacato. Dallo Stretto, passa infatti “tutto il traffico a lunga percorrenza diretto al Nord e i passeggeri siciliani sono costretti a subire numerosi disagi dovuti alle carenze di collegamento da e per il Continente. A questo bisogna aggiungere il settore della navigazione, dove Ferrovie dello Stato, con la controllata Bluvia, ha attuato negli anni una politica di disinvestimento che si è rivelata letale per i lavoratori e i servizi agli utenti”.

In Sicilia, evidenzia la Fit, circolano 432 treni al giorno ma analizzando nel dettaglio è facile notare che la metà del servizio offerto riguardi l’hinterland palermitano. I restanti 200 treni che dovrebbero garantire i collegamenti nelle e tra le altre otto province dell’Isola, “sono del tutto insufficienti”. Inoltre, “su quasi tutte le tratte si riscontrano buchi anche di diverse ore tra un treno e l’altro”. Molti treni che sulla carta dovrebbero collegare due capoluoghi, come ad esempio Palermo e Messina, in realtà si fermano in stazioni intermedie “costringendo i viaggiatori a cambiare due o più treni per raggiungere la destinazione finale, con un ulteriore aumento dei tempi di percorrenza che diventano non competitivi con qualsiasi altro mezzo di trasporto”. Un disagio soprattutto per il traffico pendolare, che così viene disincentivato causando gravi problemi alla mobilità cittadina, in particolare nel Messinese.

La linea Palermo-Messina, aggiunge la Fit, comprende 57 treni di cui 38 coprono la tratta Palermo-Termini Imerese, solo 12 giungono a Messina, due a Sant’Agata, cinque si fermano a Cefalù. “Sono aree in cui manca una vera e propria offerta commerciale – sottolinea Perrone – le zone interne sono poco collegate, e il servizio soffre della mancanza di materiale rotabile come ad esempio treni minuetto e carrozze in composizione con le locomotive (E-464) che migliorerebbero l’offerta e abbrevierebbero i tempi di percorrenza”. L’obiettivo del sindacato, rimarcano Fit e Cisl, è “rivendicare un sistema di trasporti moderno, efficiente ed equo con standard europei”, e chiedere al governo regionale “la sottoscrizione del contratto di servizio con Trenitalia e una politica impegnata su più fronti”. “Affinché una moderna rete ferroviaria si sviluppi in un sistema integrato di intermodalità, treno+bus, treno+aereo, treno+nave”.

fonte articolo: Live sicilia

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