Battiato come Polifemo: Un mostro di bravura con un occhio…alla Fisiognomica

Movimento per l’Indipendenza della SiciliaIl Movimento per l’Indipendenza della Sicilia adotta la sua canzone ‘Povera patria’ come proprio inno

Il Movimento per l’Indipendenza della Sicilia riunirà i suoi Franco Battiatomilitanti, i responsabili e i simpatizzanti a Mirto (Me), sabato 20 aprile prossimo, alle ore 10 a Palazzo Cupane, sede del Museo del Costume e della Moda Siciliana. Sarà l’occasione per fare il punto sull’organizzazione del Movimento ed incontrare il territorio, i cittadini e i sindaci dell’area messinese e dei Nebrodi, alla presenza del presidente Salvo Musumeci. Nell’occasione, verrà proposta all’assemblea l’adozione del brano di Franco Battiato ‘Povera Italia’ come inno del Movimento, “per la grande portata dell’opera del cantautore di Milo, in generale, per la forza geniale che sprigiona dalle parole e dalla musica, per il coraggio e il carattere sempre dimostrato da Battiato ma ribadito con coerenza, elevata dignità ed ironia nell’occasione, a tutti nota, del suo intervento al Parlamento Europeo, che gli ha comportato il ritiro della delega di assessore al turismo da parte del governatore della Sicilia Rosario Crocetta”. Qua di seguito riportiamo quanto scritto in proposito da Mimmo Mòllica, portavoce del Movimento per l’Indipendenza della Sicilia.  

MESSINA – Nel cabaret milanese Walter Valdi imperversava con battute esilaranti o canzoncine tremende, come ‘Coccodì coccodà’, brani poi interpretati da Gaber, Jannacci o Dario Fo, con grande successo: “Uomo cieco da un occhio cerca donna cieca da un occhio per uno scambio di vedute”. Che la battuta si riferisse pure a Polifemo, “un mostro, che greggi pasceva, solo, in disparte, / e con gli altri non si mischiava, ma solo viveva, aveva animo ingiusto» (Omero)? Una specie di Franco Battiato, che lungo quelle pendici dell’Etna, drizzando per Milo, viene amato da ognuno ma pure descritto come uno che “solo vive, d’eccelsi monti, isolato dagli altri e con gli altri non si mischia”. Ma può bastare ciò per ‘divenire’ un essere ‘mostruoso’? O il dileggio può farsi calunnia per avere dato della ‘troia’ a una che non ha ancora aperto un casino?

Franco Battiato: “Quand’ero piccolo mia zia faceva la sarta, aveva 15 ragazzine dai 15 ai 20 anni, che avrebbero fatto impazzire Roman Polansky, considerato un pedofilo, ma poi non credo che sia questo… Ebbene, la fisiognomica l’ho imparata da loro; non avevano neanche la prima elementare ma quando passava un uomo era finito, vedevano tutti i difetti immediatamente. Eh, uno si rallegra quando un essere non è così servo dei padroni… Farebbero qualunque cosa queste troie qui, che si trovano qui in Parlamento. Ma è inaccettabile, inaccettabile. Dovrebbero aprire un casino  e farlo pubblico, e allora uno…”.

Per avere detto queste parole sulla ‘fisiognomica’, al Parlamento Europeo in veste di assessore al Turismo della Regione Sicilia, il grande musicista Franco Battiato, si è messo nei casini, è stato trasformato in un ‘mostro’, un divoratore di carne umana, un selvaggio che “non somiglia a un uomo mangiator di pane”, come Polifemo, gigantesco divoratore di uomini (?).

Ma a proposito della mostruosità di Polifemo è interessante quanto racconta il professore genovese Umberto Albini, uno dei massimi studiosi italiani della mitologia greca che in un’intervista a Gianni Bonina, pubblicata dal periodico Stilos, descrive Polifemo come l’antropofago selvaggio che difende il proprio territorio. Un indigeno che vive tranquillo nella sua Isola, finché non arriva Odisseo, il quale pretende di vendergli le sue merci, di fare degli scambi, mentre il Ciclope non pratica il baratto e vive delle risorse della propria terra. Il commerciante Ulisse, astuto come certi commercianti, sarebbe diventato così il primo invasore della Sicilia, mentre Polifemo non fa altro che difendere la libertà e l’indipendenza, per niente interessato alla bontà dei prodotti che Ulisse cerca di appioppargli.

 

“Ma Polifemo – conclude il prof. Albini – è anche la persona che si innamora della Ninfa Galatea, permettendo a Teocrito di cantare il suo grande amore. Un aspetto piuttosto insolito per uno che dovrebbe essere un mostro…”. Così Franco Battiato, come Teocrito continua a cantare il suo amore per la sua terra (la Sicilia ) e per l’Universo.

Chi possiede coraggio e carattere, è sempre molto inquietante per chi gli sta vicino” (Hermann Hesse).

 

 Mimmo Mòllica

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