Guerra alla mafia barcellonese: le “intimidazioni” al maresciallo dei carabinieri di Barcellona e quella di ieri al collega giornalista Orlando della Gazzetta del Sud indicano che cosa nostra è alle corde

(Ag. Agim) – Il popolo barcellonese,  che nulla ha a che fare col fenomeno malavitoso che deturpa da tempo l’immagine di una città laboriosa,  sta reagendo da tempo alla barbarie di una minoranza di criminali che opera in una Città che esprime tanta cultura (vedi Melo Freni…, e molti altri) e che non merita di essere messa alla berlina in Italia e nel mondo a causa di un nucleo di persone (pochissime) che credono di gestire impunemente malaffare, droga e tangenti, oltre che il pizzo richiesto a chi conduce o avvia un’attività di lavoro.  A Orlando hanno bruciato l’auto intestata alla convivente ma utilizzata dal giornalista, molto noto in zona ma anche fuori per i suoi servizi mirati su cosa nostra e criminalità organizzata. Un giornalista che fa il suo lavoro non può essere attaccato impunemente dalla mafia, contrariamente la stessa democrazia è messa a rischio da gente che “crede” di dettare legge con l’uso della violenza e dell’intimidazione, elementi congeniti al pensare e alla mentalità criminogena.  E’ ora di finirla!!! Basta!!!

I cittadini, la maggioranza assoluta, ha scelto di stare dalla parte dello Stato e del Paese e in questa fase si stringono sempre più attorno alle ultime vittime delle intimidazioni della cosca del luogo, che “non dimostra così la sua forza ma un’estrema debolezza –  affermano il Questore di Messina Carmelo Gugliotta  e il Prefetto Stefano Trotta, che proprio ieri mattina ha tenuto in Prefettura  la riunione di un comitato interforze per rispondere adeguatamente a questi attacchi, probabili  colpi di coda di una criminalità in agonia…”.

La direzione di Siciliapress esprime la massima vicinanza e solidarietà a Leonardo Orlando e alla sua compagna, assistente di polizia di Barcellona per il vile attentato di sprovveduti “picciotti di sgarro” e dei mandanti,che presto saranno  assicurati alla giustizia da azioni mirate sul territorio già da tempo in preparazione.

Dalla condanna unanime delle associazioni antiraket, dell’Ordine dei giornalisti, dell’Assostampa, di Sonia Alfano (Antimafia europea,  figlia di Beppe Alfano, giornalista ucciso dalla mafia barcellonese), dal Presidente dell’Ars Ardizzone, dal Sindaco di Santa Lucia del Mela ove è avvenuto l’attentato a Orlando ( un  piccolo centro collinare non certamente  immune dal fenomeno malavitoso e che ha collegamenti un  po’ dappertutto), tutti hanno manifestato sdegno con dichiarazioni di vicinanza all’amico  giornalista e alle Istituzioni, sempre in prima linea (Carabinieri, Polizia. Finanza e corpi speciali)  nella lotta a cosa nostra barcellonese, diventata cancro sociale con varie metastasi pericolose per la vita civile  dell’intera provincia messinese). Ma cosa credono di fare? Si domanda la gente sdegnata. Minacciare lo Stato e i cittadini? Lo sanno che è una strategia perdente e a lungo andare fallimentare. E allora perché perseverano? Forse perché sanno che la loro sconfitta è vicina.

fonte articolo:sicilia press

Annunci

, , , ,

  1. Lascia un commento

.

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...