Scandalo dei brogli elettorali: Patti, ora trema il mondo politico. Il gip: tutto ruota intorno alla figura di Francesco Gullo, zio di Luigi, candidato a sindaco

Si svolgeranno da lunedì gli interrogatori di garanzia delle 12 persone raggiunte dalle misure di cautelari firmate dal Gip del Tribunale di Patti Onofrio Laudadio nell’ambito dell’operazione “Fake”. Dovranno spiegare la propria posizione i cinque indagati attualmente agli arresti domiciliari ovvero l’ex vice sindaco di Patti Francesco Gullo, il consigliere comunale Domenico Pontillo, Maria Pia Germanà, Carmelo Lembo, Giuseppe Panzalorto, Irene Cappadona e Antonella Cappadona. Dovrebbero essere ascoltati dal giudice, sempre lunedì, anche i due consiglieri comunali Pasqualino La Macchia e Filippo Tripoli per i quali è stato disposto il divieto di dimora a Patti e i tre indagati a cui, invece, è stato disposto l’obbligo di dimora Giuseppe Foresti, Alessio Arlotta e Raffaele Aliberto. Tutti sono ritenuti responsabili, a vario titolo, di reati che vanno dall’associazione finalizzata alla commissione di falsi e reati elettorali, alla truffa in danno di Enti pubblici. Sono, invece, previsti per oggi gli interrogatori per altre tre persone indagate per le quali il Gip del Tribunale di Patti ha lasciato in sospeso l’emissione di eventuali provvedimenti. Si tratta dei funzionari comunali Marcella Gregorio e Nunzio Pontillo, rispettivamente responsabile del settore affari generali e del settore finanziario, e dell’ex direttore generale del Comune di Patti Roberto Ribaudo. Nello specifico, l’indagine condotta dagli agenti del commissariato di Patti avrebbe consentito di accertare che alcuni candidati politici alle ultime elezioni amministrative, con l’ausilio di compiacenti vigili urbani, avrebbero indotto numerose persone a spostare fittiziamente le proprie residenze a Patti, per poi indirizzare in loro favore le preferenze di voto. Inoltre, la Procura della Repubblica di Patti avrebbe documentato un avvenuto voto di scambio, con la complicità di funzionari comunali. Nell’ambito dell’inchiesta risulta indagato anche l’ex sindaco Giuseppe Venuto. Gli inquirenti hanno disegnato un quadro complesso della vicenda che lascerebbe ipotizzare l’esistenza di una vera e propria associazione per delinquere operante nel Comune di Patti sino al termine della competizione elettorale del sindaco tenutasi nel 2011. Il Gip pone la figura di Francesco Gullo al vertice. «Promotore, organizzatore e capo indiscusso di simile organizzazione – si legge nell’ordinanza – è Francesco Gullo , zio del candidato a sindaco Gullo Luigi, politico di lungo corso, già vice sindaco della precedente amministrazione guidata da Giuseppe Venuto (condizione che gli è valsa una percepibile capacità di influenza su una parte dei funzionari comunali) avvezzo a svolgere – di fatto – un ruolo di primo piano nell’amministrazione dell’ente. Durante la campagna elettorale – si legge ancora nell’ordinanza del Gip –il Gullo è costantemente impegnato nel ricercare voti in favore del nipote e dei candidati alla carica di consigliere comunale a lui maggiormente graditi, non esitando, a tal fine, come si è visto, alla consumazione dei più svariati reati, nell’ambito di una competizione che ben può definirsi senza esclusione di colpi». Ed ancora il giudice, nelle motivazioni delle misure cautelari, aggiunge che «le indagini hanno innanzi tutto, evidenziato, come Gullo Francesco sia soggetto che non si pone alcuno scrupolo a consumare reati di svariato tipo pur di perseguire i propri scopi, intendendo la politica quale strumento di affermazione personale piuttosto che quale funzione da svolgere nell’interesse collettivo. L’ex vice sindaco –si legge ancora nel provvedimento del Gip –vanta una tangibile capacità di influenzare l’agire dei funzionari pubblici e si è, nell’occasione, circondato di persone disposte a condividerne le condotte delittuose, tanto da dare vita addirittura ad un contesto associativo di rilevanza penale di cui egli è risultato indiscusso promotore, organizzatore e capo».

Fonte articolo:logo enricodigiacomo.org

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