OPERAZIONE ZEFIRO – Il sindaco di Fondachelli Fantina, Francesco Pettinato, ha respinto le accuse durante l’interrogatorio di garanzia nel carcere di Gazzi: «Mi battevo solo per i miei concittadini»

Si è difeso, respingendo ogni accusa e rivendicando la bontà del suo operato, il sindaco di Fondachelli Fantina, il medico Francesco Pettinato, che ha risposto alle domande del gip Maria Teresa Arena. All’interrogatorio dell’indagato, nel carcere di Gazzi, a Messina, durato circa 2 ore e mezza, ha presenziato oltre al suo difensore, l’avv. Tommaso Calderone, anche il sostituto procuratore della Dda Fabio D’Anna. A rispondere alle sole domande del gip anche gli altri due indagati, ai cui interrogatori di garanzia non ha partecipato il pm, ai quali si contestava in origine, così come al sindaco, i reati di concussione in concorso, il cugino del primo cittadino di Fondachelli, il geom. Giuseppe Pettinato, 56 anni, imprenditore edile che opera a Messina dove ricopre anche l’incarico di presidente dell’Ente paritetico scuola edile gestito da sindacati dei costruttori e dei lavoratori, difeso dall’avv. Nino Parisi; e il tecnico comunale geom. Giuseppe Catalano, 59 anni, difeso dagli avv. Letterio e Antonino Arena. A dichiararsi estranei alle contestazioni mosse e a riservarsi di chiarire le rispettive posizioni, sono stati gli imprenditori Michele Rotella, 73, di Barcellona, a capo dell’Ati “Nebrodi eolico”, e Santi “Santino” Bonanno, 47, di Furnari, già amministratore e di fatto proprietario, della “Co.Bi.Fur” azienda che ha spaziato dalla metanizzazione all’eolico e in ultimo ai lavori di rimozione del fango dell’alluvione di Barcellona. Ai due imprenditori, difesi rispettivamente dagli avv. Nino Favazzo e Carmelo Occhiuto, si contestano i reati di concorso in associazione di tipo mafioso e truffa aggravata nell’esecuzione delle opere di sistemazione idraulica effettuate nei due versanti, i cantieri del parco eolico “Alcantara Peloritani sud” per Bonanno e “Alcantara Peloritani nord” per Rotella. Da rilevare, inoltre, come il gip, nell’ordinanza di custodia cautelare, abbia riqualificato per il sindaco Pettinato, per il tecnico comunale Catalano e per l’imprenditore Giuseppe Catalano, cugino del primo cittadino di Fondachelli, l’originario reato di concussione in concorso, che prevede pene più severe da 4 a 12 anni di reclusione, in una ipotesi meno grave, ovvero “Induzione indebita a dare o promettere utilità” nelle funzioni di pubblico ufficiale. E in funzione di una ipotesi di minore entità, il legale del sindaco Pettinato ha chiesto la scarcerazione e in subordine gli arresti domiciliari: ciò perché il sindaco ha risposto a tutte le domande sostenendo che «si batteva per far lavorare i suoi concittadini» senza secondi scopi. Il gip si è riservato la decisione, così come il pm a dare il suo parere. In questa vicenda, clamore ha suscitato l’arresto del sindaco Pettinato, noto oltre per il suo ruolo di medico quale dirigente medico dell’Asp di Messina, specializzato in medicina del lavoro e consulente di imprese e del Comune di Terme Vigliatore. A Pettinato, in concorso con il suo tecnico comunale e col cugino, i sostituti procuratori Giuseppe Verzera e Fabio D’Anna, hanno contestato il reato di concussione, perché abusando della sua carica di sindaco, in corso con il funzionario dello stesso comune, dopo l’inizio dei lavori per la realizzazione della “Wind Farm” del parco eolico denominato “Alcantara-Peloritani sud”, emanavano un’ordinanza di sospensione dei lavori e poi, dopo la revoca della stessa ordinanza, ritardavano il rilascio di alcune autorizzazioni per occupazione di suolo demaniale, necessarie alla prosecuzione dei lavori, al fine di costringere la GES s.p.a. ad affidare alla società del cugino la “Pettinato Costruzioni s.r.l.”, i lavori per la costruzione delle sottostazioni di Francavilla di Sicilia e di Ucria, sui Nebrodi, nonché a far assumere dalle società appaltatrici personale da lui segnalato. I fatti che sarebbero stati commessi tra il 15 ottobre del 2009 e il 17 aprile 2010, furono monitorati dai carabinieri della Compagnia di Barcellona e della locale stazione, che si erano allarmati allorquando al posto delle originarie imprese scelte all’inizio del decennio scorso, con i primi accordi siglati con la corresponsione di denaro già nel 2000 con altre ditte, sono comparse sui due versanti le imprese soggette ad ingerenze della criminalità organizzata gestite da Bonanno e Rotella. LEONARDO ORLANDO – GDS

fonte articolo:logo enricodigiacomo.org

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