Fame e miseria nella farsa “ Maliditta la miseria” Teatro Vittorio Currò Barcellona P.G.

“Maliditta la miseria” è una commedia di Eduardo Scarpetta, adattamento e regia di Giuseppe Speciale. In scena: Giuseppe Speciale, Anna Nicolosi, Salvo Scilla, Adriano Dell’Utri, Giuseppe Minnella, Ilaria Giammusso, Ivano Cereda, Giovanna Lomagno, Simona Scarciotta, Raimondo Coniglio, Teresa Calabrese, domenica 10 Febbraio ore 18.00 Teatro Vittorio Currò Oratorio Salesiano, per la  XXIV stagione teatrale dell’Associazione Teatro Arte e Cultura Salvatore Cattafi.

Pasquale è uno squattrinato popolano che vive alla giornata facendo lo scrivano e condividendo la casa insieme alla figlia Pupella e alla moglie Concetta, con l’amico Nicolino di professione salassatore, con la rispettiva amante donna Luisella. I cinque sono ridotti allo stremo per mangiare continuano a portare al Monte dei pegni i loro miseri abiti e qualche oggetto prezioso.
Un giorno il marchesino Filiberto bussa alla loro porta per chiedere un favore; è innamorato della bella Elena, ma la sua famiglia si oppone all’unione, poiché la ragazza non è nobile. Il padre della ragazza invece, il cavaliere Paolo Pignata ex cuoco divenuto molto ricco avendo ereditato i beni del suo padrone, è felice di consentire al fidanzamento poiché imparentarsi con dei nobili sarebbe il suo sogno, ma pretende di conoscere i parenti del giovane. Il marchesino dunque chiede a Nicolino e a Pasquale insieme alla moglie di quest’ultimo di travestirsi e fingere di essere i suoi nobili familiari e di presentarsi con lui a casa della sua fidanzata. Don Paolo non si rende conto della messa in scena, e non solo cede la mano della figlia ma riesce ad ottenere il “privilegio” di avere i nobili parenti del marchesino a pranzo.
Ma i colpi di scena sono diversi: Maria cameriera personale di Elena, è la moglie di Nicolino, che anni prima lasciò, stufa dei suoi tradimenti. Nicolino si riappacifica con Maria. Come se non bastasse Luisella che non aveva preso parte alla finzione, si presenta a sorpresa, litigando con Nicoliono e facendo scoprire l’inganno. A questo punto il cavaliere Pignata, padre di Elena scopre tutto e vuole mandare a monte il fidanzamento. Il marchesino però lo convince che il padre ha già dato per iscritto il consenso al matrimonio tra i due ragazzi. Come è tipico della tradizionale farsa, non mancano i colpi di scena, i ribaltamenti di ruolo, le situazioni paradossalmente comiche che s’innescano una nell’altra. Sono tutti spunti possibili per ampliare le scene in altrettante ipotesi comiche, per estendere le trovate narrative in vere e proprie gag. Con la chiara intenzione di rendere quanto più comico possibile il tessuto drammaturgico. Cercando – al tempo stesso – di lasciare intatta la carica ironica del testo, destinandola ai suoi scopi minimi (se non di critica sociale) quanto meno di riflessione.

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