“Fughe e approdi” con documenti inediti: in vista del SalinaDocFest Giovanna Taviani presenta un cofanetto speciale

Michele Merenda: Salina – A poche settimane dalla sesta edizione del suo SalinaDocFest, la regista Giovanna Taviani si pone ancora una volta sotto le luci dei riflettori, stavolta grazie al cofanetto speciale di “Fughe e Approdi. Ritorno alle Eolie tra cinema e realtà”, film documentario molto particolare presentato alla Mostra di Venezia 2010 e vincitore, tra i vari riconoscimenti, del Nastro d’Argento di Taormina 2011. Edito da Cinecittà Luce e distribuito da Terminal Video, il documento visivo è dedicato dall’autrice alle sue due guide Vittorio De Seta e Vincenzo Consolo, purtroppo recentemente scomparsi. «Oggi – ha detto la Taviani –, assieme a quel viaggio immaginario su una tartana dalla vela rossa verso le Eolie sospese tra mito ed immaginario cinematografico, con questo nuovo formato è possibile accedere a tutta una serie di documenti inediti che ne rendono ancora più interessante la visione». Oltre agli 80 minuti del documentario vi sono tanti extra che meritano particolare attenzione: le testimonianze di Marcello Sorgi e Lidia Rivera, foto rarissime come quelle di un giovane Nanni Moretti a Salina con la famiglia Taviani (nella foto, estrapolata dalla galleria fotografica del boxset), i preziosi documenti dei cinegiornali di Cinecittà Luce sulle Eolie riguardanti personaggi come Anna Magnani e le schede dettagliate dei film citati dal repertorio (da “Stromboli, Terra di Dio” a “Vulcano”, passando per “Caro Diario” “Il Postino” e “Kaos”, senza dimenticare i documenti della Panaria Film e ancora tanto altro). Sono presenti i credits ed un ricco backstage, tra cui le difficoltà incontrate dietro le quinte come tempeste marine, trombe d’aria e la vela dell’imbarcazione che rischia di spezzarsi. «Vi sono infine due scene tagliate dall’originale – ci ha tenuto a specificare la regista –, a cui sono molto legata: una dedicata ai mercanti di mare e al racconto della vecchia Immacolatina, la signora del comune di Leni scomparsa da poco che accudiva il mercante di mare Virgona, che mi racconta di quando lui fu assalito dai pirati del mare e di come urlava la notte svegliando tutta l’isola per il ricordo; l’altra riguarda Franco, il traghettatore che nel film viene chiamato Figliodoro, il quale racconta al suo compagno di viaggio Nino Mangano di una notte in cui il vecchio padre andò a pescare di notte a Panarea, che aveva una bella voce ma che non cantava mai davanti agli altri per timidezza, cominciò ad intonare un motivo molto noto, cioè “Il Pescespada” di Modugno. Ad un certo punto all’anziano – continua nella sua narrazione Giovanna Taviani – una voce bellissima di donna gli risponde dall’altra parte dello scoglio, e comincia a duettare con lui. Il padre si spaventa, sa che in quello scoglio volano le “maiare”, le streghe del vento (ma l’antico ed autentico termine eoliano è esattamente “maàre” – N.d.A.), tira velocemente le reti in barca e se ne torna in paese a Lipari. La mattina incontra altri pescatori e gli racconta l’accaduto. Concitato parla delle streghe che gli sono apparse la notte a Panarea, ma gli amici scoppiano in una risata fragorosa. “Chidda era Mina, la famosa cantante, che proprio ieri è arrivata sulle isole in un panfilo e probabilmente ha voluto donarti la sua voce” gli dicono. Da quel momento in poi Figliodoro ha un sogno: raccontare a Mina di quel canto con un pescatore sulle acque delle Lipari». Nel cofanetto speciale vi è anche una lunga intervista all’autrice e a Francesco D’ambra, ad opera di Lorenzo Perpignani.

Un viaggio su una tartana dalla vela rossa attraverso le isole Eolie, sospese tra mito e immaginario cinematografico. Traghettatore è Franco detto Figliodoro, un ex pescatore originario di Lipari, che insieme all’autrice, quasi trent’anni fa, ebbe un ruolo nel film Kaos. Era il marinaio che accompagnava sulla sua tartana la famiglia di Pirandello in esilio verso Malta; lo stesso che, alla fine del film, invitava i bambini a volare giù dalle montagne delle sabbie bianche. Nel documentario si ripercorrono quei luoghi attraverso la memoria personale dell’autrice e le testimonianze della gente, che partecipò alla guerra dei due vulcani tra Ingrid Bergman e Anna Magnani; che vide Monica Vitti e Lea Massari perdersi sullo scoglio di Lisca bianca; che aiutò Nitti e Rosselli a fuggire di notte dal porto di Marina Corta. Di volta in volta le immagini del viaggio dissolvono nelle immagini dei film, in un dialogo continuo tra realtà e finzione, dove le storie reali anticipano le storie immaginarie e le storie immaginarie quelle reali.

a cura di Peppe Paino
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