XXIII Sagra del pistacchio di Bronte

dal 27 al 30 settembre e dal 5 al 7 ottobre 2012

BRONTE – La Sagra del pistacchio di Bronte sfida la crisi e raddoppia. Per 2 week end, dal 27 al 30 settembre e dal 5 al 7 ottobre 2012, la città di Bronte si trasformerà in una naturale vetrina del suo verde pistacchio che, per gusto, bontà e caratteristiche, è unico al mondo. L’Amministrazione comunale guidata dal sindaco, il senatore Pino Firrarello, in que sti giorni è al lavoro per allestire il programma che consenta ai numerosissimi visitatori che ogni anno affollano le vie del centro di Bronte di assaggiare tutto quello che gli abili cuochi e pasticceridi Bronte con l’Oro verde riescono a preparare.

“La Sicilia, – afferma il sindaco Pino Firrarello – è l’unica regione italiana dove si produce il pistacchio, e Bronte, con oltre tremila ettari di coltura, ne rappresenta l’area di coltivazione principale (più dell’80% della superficie regionale e l’un per cento di quella mondiale) con una produzione dalle caratteristiche uniche che ne fanno un prodotto di nicchia di grande valore. Per noi – conclude – è la risorsa agricola per eccellenza riconosciuta a livello mondiale”.

“Il pistacchio di Bronte – aggiunge il vice sindaco Melo Salvia che sta organizzando la sagra – è particolarmente pregiato e ricercato per il suo sapore aromatico. Ma è chiaramente in cucina e pasticceria che il Pistacchio diventa un Re. Ed i giorni della sagra sono l’occasione migliore per assaggiarlo in tutte le sue gustosissime applicazioni. Per questo stiamo organizzando tutto nei minimi dettagli per permettere a nostri affezionati visitatori di poterlo gustare al meglio”.

Il pistacchio era già conosciuto dai greci e dai romani, ma è entrato a far parte delle coltivazioni agricole in Sicilia solo grazie agli arabi che hanno scoperto che sul territorio di Bronte la pianta su cui effettuare l’innesto cresceva spontaneamente. L’ambiente di coltivazione va dai 300 ai 900 metri sul livello del mare con la pianta che si adatta ad ambienti difficili come i terreni lavici brontesi. Si raccoglie ad anni alterni, anche se ci sono dei produttori che stanno provando a produrre anche nell’anno di magra.

La raccolta viene effettuata ancora con le tecniche di un tempo fra le irte e spigolose lave dell’Etna e dal frutto sulla pianta bisogna togliere prima il mallo, poi il guscio e per finire quella pellicina che protegge il verde pistacchio. Subito dopo la raccolta il pistacchio va essiccato per ridurre la percentuale di umidità fino al 4%, impedendo la formazione di microrganismi. Per la sua bontà ed unicità il pistacchio di Bronte ha ottenuto il riconoscimento Dop dall’Unione europea.

L’addetto stampa
Gaetano Guidotto

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