Disoccupazione, nuovo record: il 35% dei giovani non lavora, aumentano i precari

Nessuna ripresa sul fronte occupazione in Italia. Disoccupazione ancora da record nel secondo trimestre del 2012. Il tasso di disoccupazione risulta pari al 10,5%, in crescita di 2,7 punti percentuali rispetto al secondo trimestre del 2011. E’ l’Istat a rivelarlo in base a dati grezzi. Si tratta del tasso più alto, in base a confronti tendenziali, dal secondo trimestre del 1999, quando il tasso si attestava a 11,2%.

A luglio resta stabile al 10,7%, lo stesso livello di giugno, il più alto da gennaio 2004 (inizio serie storiche mensili). Su base annua il tasso è in rialzo di 2,5 punti. Su base annua le persone in cerca di occupazione aumentano del 33,6%, ovvero di 695 mila unità.

Giovani- In particolare, secondo i dati diffusi dall’Istat, l’allarme riguarda i giovani italiani. Come spiega l’Istat, “la dinamica della disoccupazione continua ad essere in crescita, i ritmi di crescita della disoccupazione sono in aumento dagli ultimi mesi del 2011”.

Il tasso di disoccupazione giovanile (15-24 anni) a luglio è al 35,3%, in aumento di 1,3 punti percentuali su giugno e di 7,4 punti su base annua. Il ritmo di crescita annuo della disoccupazione giovanile è infatti triplo rispetto a quello complessivo. Ed è il tasso più alto, in base a confronti tendenziali, dal secondo trimestre del 1993, inizio delle serie storiche. Tra i 15-24enni le persone in cerca di lavoro sono 618 mila.

Preoccupante anche il tasso di disoccupazione giovanile in base al sesso. Per le giovani donne del Mezzogiorno tocca un picco del 48%.

Record precari- Da record anche il numero di lavoratori precari registrati nel secondo trimestre del 2012. I contratti a termine sono, infatti, quasi 2,5 milioni (2,455): si tratta del livello più alto dal secondo trimestre del 1993 sia in valore assoluto, sia per l’incidenza sul totale degli occupati che ha toccato il picco del 10,7%. Se si sommano poi i collaboratori al numero dei contratti a termine si arriva alla cifra record di 3 milioni di precari. Continua dunque a crescere il numero dei dipendenti a termine, (+4,5% pari a 105mila unità), ma soltanto nelle posizioni a tempo parziale, coinvolgendo per circa i due terzi lavoratori di età inferiore a 35 anni. E’ soprattutto nell’agricoltura, alberghi, ristoranti e sanità che cresce il lavoro precario.

Il secondo trimestre registra un calo del numero degli occupati in termini tendenziali dello 0,2% (-48.000 unità). L’aumento dell’occupazione più adulta, con almeno 50 anni, soprattutto a tempo indeterminato, si contrappone al persistente calo su base annua di quella più giovane e dei 35-49enni.

Si registra però una crescita dell’occupazione straniera (+85.000 unità), che si associa al calo tendenziale dell’occupazione italiana (-133.000 unità). Tuttavia, rispetto al secondo trimestre 2011, il tasso di occupazione degli italiani rimane stabile, mentre quello degli stranieri segnala una significativa riduzione (dal 63,5% al 61,5%).

Record anche in Europa- Il tasso di disoccupazione dell’eurozona è di nuovo a livelli record a luglio, con l’11,3%, il livello più alto dalla creazione della moneta unica. Lo rivela Eurostat, che ha rivisto al rialzo il dato di giugno, passato dall’11,2 all’11,3%. Stabile, ma sempre al livello record del 10,4%, il tasso nell’Ue a 27 paesi.

Michela Magrinihttp://www.corriereinformazione.it

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